Caro amico psichedelico, è una giornata forte dietro il vetro. Anche se opaco. Nell’angolo dove sto so cercare la corrente puero-pulviscolare che attraversa la stanza (dove ormai non passo più molto tempo). Ci metto la mano. A tempo con una vecchia canzone. Colonna sonora che scorre come il flusso della polvere sospesa nel sole e nella stanza.
Te l’avevo detto: è una giornata forte. Ogni tanto mi sembra di chiudere gli occhi. Ma è diverso dal dormire o dal sognare. Verbi differenti. Are ere ire.
Lo vedi che gioco? Ieri sera avevo un po’ di entusiasmo. Come andare dai vicini di casa e chiedere un po’ di zucchero. Anche se all’inizio avevo pensato sale. Ma è amaro. Un po’ di entusiasmo. Forse la droga. Forse perché non sono più stanca. Ecco. Mi abituo.
Caro amico psichedelico in realtà ti ho pensato mercoledì sera mentre rincasavo con a. e volevo scriverti due parole simpatiche su queste giornate a tratti confuse.
Una bambina che mi tira a sé e mi bacia mentre ha una crisi epilettica. Voleva rassicurarmi che va tutto bene. Gli occhi smarriti e ti amo nell’abbandono di cui sei testimone e malata.
Ti ho baciato la testa più volte mentre strillavi. Da allora cosa posso fare? Cervello fritto. Mi han detto. E quanti sentimenti puoi avere mentre ti leghi ai polsi i calzini a righette. Anche tua madre con i capelli corti mi ha baciato stringendo forte le mie spalle.
E sul tram leggo un libro che è ancora più forte e se dico che voglio avere una stanza altrove per lavorare (e dico: Come Hemingway. Ha letto Fiesta?) qualcuno, che poi forse sei tu, mi parla di gravidanza. Tutte incinta. Sembra un’epidemia.
Io con il muso duro e la bocca secca, ogni tanto.
A quella persona eccezionale vorrei chiedere se ha un difetto. Forse è cattivo. Forse è un sarco-cinico.
Ma adoro i suoi golf, i suoi disegni, gli occhiali, la barba, le sembianze da nonno. Ogni tanto ti parlo e aspetto tue domande. Temo di non sembrare eccezionale. Però ultimamente mi sento donna. Mica poco.
Te lo ribadisco: mica poco.
La luce è andata via. I bambini dell’appartamento soprastante si allenano per la maratona di NYC.
Forse andremo a Berlino. Finalmente!

